Max 10 righe

Agosto 3, 2007

Il caldo del sangue – Achille Nicola

Archiviato in: meteorologia — max10righe @ 12:20 pm

Racconto n 2 di Achille Nicola 

Inizia un’altra dannata estate. L’immancabile caldo non è irritante quanto il lamentio della gente che lo soffre, come se dar aria alla bocca possa refrigerare le torride carni. Non ero così insofferente. Amavo l’estate, e consideravo il caldo il migliore amico dell’uomo: le donne si abbelliscono, si svestono, maturano sotto il sole come prelibati frutti. Non da quando sto con Lucia. Lucia, grano e gramigna della mia vita… mi farà impazzire. Con la bella stagione si risveglia dal torpore e diventa prolifica di attività, di idee. Sempre in movimento, animata da una energia nuova: la ammiro e la odio. Perché lei vuole ballare. Rifiuta i vestiti che le propongo; vuole sentirsi libera, vuole saltellare e ballare dalla felicità. Ripeto: mi farà impazzire. Venga la tempesta il vento la pioggia! Che ritorni il fresco al più presto! Ma posso solo attenderlo, e nell’attesa cercare di non impazzire, non pensare alle occhiate degli uomini, pronti ad approfittare del caldo per godere alla vista delle carni sode e sudate delle donne. Caldo aggiunto ad altro caldo. Lei mi costringe, se accettasse, i miei vestiti la coprirebbero almeno un po’. Diceva di aver caldo. Non ora, non più, ora è fresca la mia Lucia. E son riuscito a non impazzire. Sono lucidissimo amore mio. L’ho fatto per noi.

Grazie Nicola. In quanto appasionati del genere Noir non possiamo che farti i nostri complimenti.

Il comitato andrà qualche giorno al mare. Voi inviate i vostri racconti. Al più presto li pubblicheremo.

Luglio 25, 2007

Dall’altro capo del filo

Archiviato in: meteorologia — max10righe @ 1:43 pm

Racconto n 1 di Marilena.

‘Sta storia del clima impazzito e delle stagioni sparite e delle bizzarrìe del tempo mi sta creando confusione. Anzi no, irritazione. Vivo nella Bassa Padana e soffro il caldo non solo per lamentarmi (che di cose per cui lagnarsi ce ne sono tante, lasciando stare simili inezie), ma anche a causa di una fastidiosa sindrome vasovagale che mi fa piombare a terra nei momenti più inopportuni. Zanzare, sudore, afa, senso di soffocamento, lentezza, affaticamento sono sensazioni che conosco bene. Gian invece vive a Londra. Al fresco, dico io. All’umido buio nebbioso piovigginante, si lamenta lui. Il fatto è che riesce difficile sentirsi in sintonia quando la sera io boccheggio seminuda sul letto e lui, all’altro capo del telefono, sta attraversando la strada bardato in pieno luglio e con il vento gelido che gli taglia le guance. Come fai a comunicare sullo stesso piano, quando tu sei all’inferno e lui all’inferno uguale, solo molto umido? E’ come dire a una persona a dieta “Beata te!”, mentre davanti a lei sei costretta a trangugiare chili di torta al cioccolato e panna montata ininterrottamente. Dopo un po’ l’altro si irrita. E c’ha pure ragione. Soluzione? Argomento clima bandito da ogni conversazione. Lui finge di non sentire il mio respiro affannoso, io ignoro il fischio del vento nel telefono. Ipocrita, ma efficace.

A noi del Comitato, questa prima prova di scrittura è piaciuta molto e ringraziamo l’ironica autrice dello scritto. Inviatiamo voi altri a dire la vostra e Lei a partecipare ancora, se ne avrà voglia!

Luglio 23, 2007

La meteorologia – I tema

Archiviato in: la redazione, lancio tema, meteorologia — max10righe @ 5:04 pm

Inizio io il gioco.

Mi chiamano la Pettegola perché all’interno della nostra redazione sono quella che si interessa maggiormente agli altri. Per cui io preferisco definirmi come un’altruista. Una di quelle persone che vogliono avere un quadro preciso della situazione prima di prendere decisioni e che hanno giocato molto a Risiko. Per questo motivo capisco al volo le strategie di chi ho di fronte e mi comporto di conseguenza. (continua…)

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